Comune di Rimini - Progetto Barca e Adrias Kolpos

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Dionigi di Alicarnasso 1, 51, 3

 

τουτο δε το χωριον εστιν ακρωτηριον και επ αυτω θερινος ορμος, ος εζ εκεινου λιμην Αφροδιτης καλειται. 

Questa terra è un promontorio (sc. della Iapigia), presso cui si trova un approdo estivo che da quel momento prende il nome di porto di Afrodite.

Commento:

Dionigi di Alicarnasso, retore e storico greco (I secolo a.C.), nativo di Alicarnasso, in Asia Minore, insegnò a Roma dal 30 all’ 8 a.C. Scrisse una storia di Roma dal titolo Archeologia romana, che comprendeva in 20 libri, i primi secoli di storia dell’Urbe dalla sua fondazione alla prima guerra punica.

La menzione del promontorio Iapigio è particolarmente importante per il culto di Afrodite. La documentazione epigrafica ci ha restituito due dediche ad Afrodite, del VI secolo a.C., rinvenute a Pharos (vd. Infra), e si è andata arricchendo di una terza dedica alla dea, ricordata come la dea di Efeso, restituita dai graffiti della Grotta della Porcinara presso il capo di S. Maria di Leuca (vd. infra), l’antico promunturium Iapygium, e da una dedica, del III secolo a.C., da Apollonia (vd. infra). Inoltre cinque dediche a Venere/(Afrodite), immortalata con l’epiteto di Sosandra, sono restituite da Vieste (vd. infra), cioè da una località forse identificabile con Uria Garganica, appena sotto il promontorio del Gargano, e menzionata anche da Catullo (vd. supra) proprio in stretta relazione al culto di Afrodite. Ancora, nei dintorni di Campo Adriano, presso Oria, nell’entroterra di Brindisi, è stato rinvenuto un architrave dorico con una dedica alla dea in lingua messapica. Si tratta di un’iscrizione che documenta l’assimilazione nel sostrato locale del culto di Afrodite, ivi radicato, ‘sotto le spoglie’ della dea messapica Aphrodita-Venas.Dionigi di Alicarnasso menziona un “Porto di Afrodite” sulla costa del Salento, presso Castrum Minervae, forse l’odierna Castro , vicinissima a Otranto.